|
RICORDO DI JOE ZAWINUL
Noi di Musiconda lo ricordiamo con emozione e gratitudine; orgogliosi di averlo avuto, primo tra le stars del jazz sul palco di Loreto, con la semplicità ed umiltà che solo i grandi sanno esprimere
* * *
Quella sera al telefono...
E' la sera del concerto ed io non posso muovermi dal letto. E' la sera del primo grande evento di Musiconda, una sera che non avrei voluto perdere per nulla al mondo, ma la mia schiena ha deciso di non darmi tregua.
Verso la metà del pomeriggio squilla il telefono mentre sto cercando di trovare un pò di sollievo e di sonno, entrambi latenti da giorni, e rispondo con affanno: il display indica "Raul", così ritengo di non dover assumere un tono ufficiale. La voce che sento, però, non è quella di Raul, e non è nemmeno una voce riconoscibile. L'uomo che mi sta chiamando parla inglese e mi dice: "Ciao Pierfranco, ho saputo che non stai bene e mi dispiace tanto che tu non sia qui con noi per lo show. Come ti senti?". E' Joe, Joe Zawinul. Ricompongo le corde vocali e mi sforzo di apparire naturale, cosa obiettivamente difficile anche a causa della sorpresa. Rispondo che provo una grande emozione a parlare con lui e che lo ringrazio per la premura. Magari la prossima volta staremo a cena insieme... Joe sorride e mi risponde che ci vedremo presto. "Good luck and take care Pierfranco" sono le sue ultime parole, dette come se fossi un amico caro, dette con il cuore di chi sa che il successo e la gloria non sono nulla senza una grande carica umana.
Poteva non farlo, poteva trascurare una perdita di tempo verso uno sconosciuto, invece mi ha rivolto delle parole che hanno annullato per un istante il dolore fisico e l'oppressione mentale legati al mio stato.
Grazie Joe, grandissimo artista e uomo.
|